COMUNICAZIONE SEGRETERIA NAZIONALE:
OGGETTO:
CONTINUA
LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO E DELLA SCUOLA
Dopo le 3 assemblee interregionali del pubblico impiego e della scuola
indette da CGIL, CISL e UIL e che hanno coinvolto migliaia di quadri e
delegati, la mobilitazione dei lavoratori continua sulla
VERTENZA DEL PUBBLICO IMPIEGO
La Stagione contrattuale
Dopo 26 mesi
dall’inizio della stagione contrattuale 2002-2005 i contratti di Università,
Ricerca, Afam, Enti art.70, Dirigenze di tutti le aree, Medici sono ancora
al palo.
Per questo motivo circa 280.000 lavoratori vedono pesantemente messo in
discussione il potere di acquisto delle loro retribuzioni e vedono negato il
loro diritto ad avere un contratto di lavoro. Per giunta contratti già
firmati, come quello della Sanità, vedono bloccato il loro iter da
interventi impropri della Corte dei Conti.
CGIL, CISL, UIL chiedono che il Governo assuma tutte le iniziative opportune perché si concluda l’iter contrattuale già avviato e che, per quei settori per i quali non sono ancora iniziate, si proceda all’immediato avvio delle trattative contrattuali. La conclusione di tutti i contratti è parte di un impegno esplicito assunto dal Governo nel Protocollo di intesa sul Pubblico Impiego del febbraio 2002.
A quattro
mesi dalla decorrenza del nuovo biennio e nonostante le legittime richieste
provenienti dalla base dei lavoratori con le iniziative di mobilitazione, il
Governo non ha ancora convocato le Organizzazioni Sindacali per l’apertura
della nuova stagione contrattuale.
Ciò è grave in quanto per i rinnovi contrattuali 2004/2005 il Governo,
negando la politica dei redditi, fa mancare nella Legge Finanziaria le
risorse necessarie per il recupero del potere di acquisto e l’incremento
delle retribuzioni dei 3 milioni di lavoratori del Pubblico Impiego e della
Scuola, ridotto sempre più dall’aumento dell’inflazione, dall’aumento dei
prezzi e delle tariffe, proprio mentre si preannunciano interventi di
riduzione fiscale sugli alti redditi e dopo la già avvenuta riduzione
fiscale sui redditi d’impresa.
CGIL CISL UIL
rivendicano per il biennio 2004/2005 incrementi economici pari all’8%,
contro il 3,6% previsto dalla Legge Finanziaria.
LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
CGIL CISL UIL denunciano, come dopo 5 anni dall’accordo quadro per la previdenza complementare nel Pubblico Impiego, sia stato costituito solo il Fondo Scuola e manchino ancora le direttive del Governo all’ARAN per l’istituzione dei Fondi di Previdenza di Regioni ed Enti Locali, Stato, Parastato, Sanità, Aziende autonome, Agenzie Fiscali, Università e Ricerca.
CGIL CISL UIL rivendicano l’immediata adozione da parte del Governo di tutti gli atti necessari per l’avvio e la conclusione della contrattazione relativa ai Fondi di Previdenza complementare
Alla gravità di questo ritardo che rende debole e insufficiente la futura copertura pensionistica dei lavoratori pubblici, si aggiungono gli effetti del disegno di legge del Governo che incide negativamente sulla Previdenza Pubblica, contro il quale i lavoratori e le lavoratrici italiani hanno scioperato il 26 marzo scorso. I recenti conti della Ragioneria Generale dello stato hanno messo oltretutto in evidenza le pesanti incidenze che la cosiddetta riforma avrà sulle pensioni di anzianità nell’impiego pubblico, mentre nel regime pensionistico continuano ad esistere forti differenze a danno dei lavoratori pubblici, come nel caso degli elementi retributivi ai fini del calcolo del TFR.
La
Privatizzazione dei servizi pubblici
La politica economica del Governo ha modificato profondamente in peggio il
sistema pubblico, sia con interventi legislativi, nei servizi ai cittadini,
nella sanità, nella scuola, nei servizi degli enti locali, sia con la
privatizzazione di servizi pubblici tutelati dalla Costituzione e con
l’aumento del lavoro precario, con il solo obiettivo di ridurre la spesa
pubblica, necessario per finalizzare le risorse alla riduzione fiscale per
gli alti redditi. Tutto ciò sta determinando gravi riduzione dei servizi
alla persona e la messa in discussione di diritti contrattuali e di certezze
occupazionali per i dipendenti pubblici.
Tutto ciò sta avvenendo negando qualsiasi sistema di relazioni sindacali per
gestire le conseguenze di tali processi sul lavoro pubblico, in violazione
degli impegni assunti dal Governo nel Protocollo del febbraio 2002.
CGIL CISL UIL
si oppongono alla indiscriminata esternalizzazione dei servizi e rivendicano
la piena attuazione di quanto previsto dal Protocollo in tema di procedure e
sistema di relazioni sindacali sui fenomeni di privatizzazione e sulle
conseguenze per i servizi alla persona e per il lavoro pubblico.
IL SISTEMA CONTRATTUALE
Il Governo, piuttosto che confrontarsi con il sindacato sui problemi reali
del lavoro e dei servizi pubblici, attacca deliberatamente il sistema
contrattuale pubblico con interventi legislativi che sono frutto di una
politica che nega il Protocollo del Luglio 1993 sulla politica dei redditi.
Si tratta di iniziative legislative sulle quali è mancato qualsiasi
confronto con le Organizzazioni sindacali e che condurranno alla
destrutturazione del sistema contrattuale stesso. A tutto questo si deve
aggiungere il rischio insito nella prevista “devolution” di Sanità, Scuola e
Polizia Locale, di smantellare il valore unificante del contratto collettivo
nazionale.
Dietro a queste iniziative politiche e legislative del Governo si nasconde la volontà di tornare alla ripubblicizzazione del rapporto di lavoro, rinnegando un intero decennio di riforme e di avanzamento nella gestione dei servizi pubblici; e ciò senza considerare le eventuali ricadute sul rinnovo dei contratti, che rischiano un rinvio indeterminato.
CGIL CISL UIL
rivendicano il mantenimento del sistema contrattuale e la
“contrattualizzazione” dell’Impiego Pubblico frutto di un’intensa stagione
di confronto, condivisione e concertazione tra Organizzazioni Sindacali,
Governo e parti pubbliche. Si oppongono a qualsiasi tentativo di
manomissione del sistema contrattuale e di rinvio dei contratti di lavoro.
GLI INTERVENTI LEGISLATIVI
Nonostante il Protocollo del febbraio 2002 e la Direttiva del Presidente del Consiglio che impegna il Governo a intervenire per il rispetto della contrattazione, in Parlamento sono presenti, tra gli altri, due disegni di legge che, se approvati, possono stravolgere completamente il comparto della Scuola, introducendo uno stato giuridico per legge degli insegnanti e imponendo l’abolizione delle RSU (rappresentanze sindacali unitarie).
Una ulteriore
invasione si è prodotta con il disegno di legge predisposto dal Governo per
la modifica di importanti principi del lavoro pubblico e della disciplina
della dirigenza.
Si tratta di interventi frammentari che oltre a creare gravi disfunzioni non
risolvono i nodi critici generati dallo spoils system.
CGIL CISL UIL rivendicano la definitiva chiusura dei contratti del passato biennio 2002-2003
Chiedono l’immediata convocazione del Tavolo sindacale per l’avvio della stagione contrattuale del biennio 2004-2005 nel rispetto della piattaforma rivendicativa unitaria
Intimano il ritiro dei provvedimenti normativi denunciati
Per questi obiettivi e a difesa del sistema contrattuale CGIL CISL UIL decidono la prosecuzione della mobilitazione dei lavoratori del Pubblico Impiego e della Scuola attraverso:
- Una campagna di assemblee in tutti i posti di lavoro.
- Iniziativa unitaria sulla difesa del sistema nazionale pubblico.
- Il confronto con i Gruppi Parlamentari e con le Assemblee elettive.
- L’assunzione di iniziative specifiche di mobilitazione delle categorie dell’impiego pubblico.
CONVOCANO
Una Grande Assemblea Nazionale di Quadri e Delegati RSU da tenersi a ROMA il 7 maggio, nel corso della quale, in assenza di risposte del Governo verrà decisa una giornata di sciopero generale del pubblico impiego e della scuola per il 21 maggio, con manifestazione a Roma, per la quale si avvieranno immediatamente le procedure di legge.